Tutto inizia con l’Immacolata: bisogna andare nel bosco a cercare un tronco (anche se, a seconda della casa, può anche comparire magicamente in salotto o essere comprato a una fiera di Natale). Una volta scelto quello che piace di più ai bambini, si colloca nell’angolo più accogliente della casa. È importante: deve essere un luogo caldo, dove il Tió de Nadal non abbia freddo. Se serve, lo si copre con una coperta; tenerlo ben al caldo è fondamentale per il suo “rendimento” il giorno di Natale.
Da quel momento in poi, bisogna nutrirlo ogni sera - frutta, biscotti, uova, quello che si ha - come se fosse uno di famiglia. Mangia sempre tutto. Nessun problema: è un buon segno. Bisogna farlo ingrassare il più possibile.
Durante la vigilia di Natale (o il giorno di Natale), arriva il momento: i bambini lo fanno “cagare”. Come? Semplice: si armano di bastoni e lo colpiscono più forte possibile mentre cantano una canzone. Una volta terminata questa fase, vengono mandati a cantare o pregare in una stanza vicina e, mentre loro sono via, il Tió fa la sua magia: “caga” i regali. Dopo, gli adulti - che hanno supervisionato il tutto - avvisano i bambini che possono tornare. Si scopre il Tió e appaiono le sorprese. Il rituale si ripete finché il Tió dice di averne abbastanza, con carbone, un’aringa o un uovo come segnale finale.
Uno dei momenti chiave del rituale è, senza dubbio, colpire il Tió de Nadal. Un’azione che combina una certa violenza controllata con uno dei suoi elementi più tradizionali: la canzone del Tió.
Trasmessa oralmente per secoli, ne esistono tante versioni quanti sono i dialetti del catalano. E anche quante città, paesi e… famiglie. Perché sì: ogni casa ha la sua, leggermente diversa.
Probabilmente, la versione più diffusa a Barcellona è questa:
“Caga tió // Caga, Tió
ametlles, avellanes i torró // mandorle, nocciole e torrone
no caguis arengades // non cagare aringhe
que són massa salades // che sono troppo salate,
caga torrons // caga torroni,
que són més bons // che sono più buoni.
Caga tió // Caga, Tió
ametlles i torró // mandorle e torrone
si no vols cagar // se non vuoi cagare,
et daré cop de bastó // ti prenderò a bastonate.
Caga tió! // Caga, Tió!”
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