In una città così grande, dove non tutti hanno il tempo o la capacità di addentrarsi nel bosco, esiste una figura profondamente barcellonese che è stata fondamentale affinché i funghi continuino a regnare ogni autunno: i mercati. Una rete vastissima che, nonostante il passare del tempo, rimane viva e fedele al suo ruolo di ponte tra la città e, in questo caso, il sottobosco. Come dice Jordi Vilà: «Se muoiono i mercati, muoiono i funghi».
Ogni autunno, catalani di ogni sorta si recano in pellegrinaggio nei boschi con una devozione quasi liturgica, alla ricerca di un prodotto che oggi è quasi venerato.
Tutto nasce da un patto tacito. Un angolo di bosco. Un segreto. Ogni famiglia ha il suo e lo trasmette di generazione in generazione: un luogo dove i funghi sono sempre cresciuti e sempre cresceranno. Si instaura una sorta di simbiosi tra la famiglia e il bosco, che si rinnova anno dopo anno.
È una storia d’amore tra una cultura e un prodotto che qui trova le condizioni migliori per crescere, sia in qualità sia in varietà. Una complicità che si è infiltrata fino al midollo dell’anima gastronomica barcellonese e catalana.
In un’epoca di esibizionismi effimeri, Jordi Vilà rivendica il fungo come un gesto di coerenza: creatività con radici, alta cucina con memoria e personalità senza fronzoli. Recuperare quegli odori e sapori che abitano nel profondo di noi stessi. Grazie alla creatività e al talento.